La Cantina del mese: Contucci

Impossibile non trovarsi di fronte alla Cantina Contucci, durante una visita al centro storico di Montepulciano. La cantina è infatti situata a pochi passi da Piazza Grande, scendendo lungo la via del Teatro, una tappa quasi obbligata per tutti coloro che visitano la cittadina poliziana. Questo mese parliamo di uno dei più antichi produttori di Vino Nobile di Montepulciano, una delle più antiche aziende vitivinicole della Toscana e del mondo.

La presenza della famiglia Contucci a Montepulciano risale infatti all’anno mille, una presenza che è sempre stata legata all’attività agricola. I locali in cui si trova oggi la Cantina Contucci sono di proprietà della famiglia dal 1646; originariamente il palazzo era stato fatto erigere dal Cardinale Dal Monte, poi passò al Granduca di Toscana Ferdinando I, e infine alla famiglia Contucci. Prima di diventare una cantina, l’edificio faceva parte del corpo di guardia della più stretta cinta di guardia di Montepulciano. Da locali bellici, quindi, diventarono locali più ludici e piacevoli.

Alamanno Contucci mi accoglie in questi locali che racchiudono la storia antica di Montepulciano e della sua famiglia. Circa quaranta generazioni, un cognome che si è tramandato di padre in figlio, continuando l’attività familiare e la produzione agricola, denotano una grande capacità amministrativa e imprenditoriale, oltre all’importanza di tenere vive le tradizioni passate. Alamanno mi racconta che per lui l’impegno nell’azienda di famiglia è avvenuto quasi per casualità: aveva infatti studiato come diplomatico, e stava per partecipare al concorso alla Farnesina.

“Se fossi entrato in diplomazia, sarei andato in giro per il mondo. E invece grazie al Vino Nobile è il mondo che viene a trovarci. Ormai a Montepulciano arrivano turisti da ogni parte del mondo, sembra quasi di viaggiare.”

Ormai sono quasi cinquant’anni che lavora in azienda, ed è contento che le cose siano andate così. Alamanno è stato anche Presidente del Consorzio del Vino Nobile per più di venti anni, quindi conosce bene il mondo del vino poliziano.

ContucciLa Cantina Contucci, oltre ad essere tramandata, viene anche condotta dalla famiglia Contucci: oltre ad Alamanno c’è il figlio Damiano, che si occupa della parte agronomica. A livello amministrativo, dei rapporti con i fornitori e dell’accoglienza se ne occupa l’altra figlia Ginevra, mentre la commercializzazione in Italia e all’estero è affidata al nipote Andrea. Tre filoni aziendali, coperti da tre familiari. Ci sono anche i collaboratori, come i cantinieri storici Adamo e Marco, oppure i consulenti, ma l’azienda è rimasta in famiglia e quest’autonomia li gratifica, perché garantisce la possibilità di tramandare la loro storia e di avere un contatto diretto con i loro clienti.

Per quanto riguarda l’aspetto commerciale, la presenza della cantina nel cuore di Montepulciano è un vantaggio indiscutibile. La Cantina Contucci è l’unica rimasta nel centro storico che ha la possibilità di effettuare la produzione completa nei suoi locali. Grazie alle quasi 70mila visite all’anno, inoltre, riescono a vendere una bella fetta della loro produzione direttamente in cantina.

L’esportazione negli ultimi anni è diventata sempre più importante: a Giappone, Stati Uniti, Austria e Germania si sono aggiunti i mercati emergenti. Da quando se ne occupa Andrea, inoltre, si è sviluppata la commercializzazione nei ristoranti e nelle enoteche italiane. Hanno una forte presenza a Milano e a Roma, in Versilia, a Firenze e nei dintorni di Montepulciano, tra la Valdorcia e la Valdichiana. Quindi i tre filoni commerciali della loro produzione sono la vendita diretta in cantina, le esportazioni e il settore ristoranti ed enoteche.

A livello generale, secondo Alamanno, questo è un momento in cui il Vino Nobile funziona bene. Ci sono i cicli economici da considerare, in cinquant’anni c’è stata un’inversione di tendenza: prima erano i cereali che facevano il bilancio di un’azienda agricola, mentre adesso è la vite, che ha bisogno di un’attenzione maggiore.

“Siamo un’azienda agricola toscana di tipo storico, continuiamo a produrre vino, olio e grano. L’olio ha costi notevoli e pochi margini, mentre per i cereali c’è una crisi generale.  Fortunatamente il movimento enologico toscano e poliziano va bene, per il Vino Nobile è un momento favorevole.”

È in momenti come questi, però, che secondo la Cantina Contucci bisogna fare investimenti, perché poi quando arriva la crisi bisogna farsi trovare pronti. Il territorio lo sta facendo, sta crescendo, sono presenti tante aziende che lavorano bene: secondo Alamanno in trent’anni è stato fatto tanto, il numero dei produttori è cresciuto, adesso sono più di 75 a imbottigliare il Vino Nobile, quindi significa che si è lavorato bene.

“Non bisogna dire che il nostro vino è migliore, bisogna aiutare gli altri a migliorarlo, avere una maggiore attenzione alla resa, per far crescere tutto il movimento del vino e il territorio. La mentalità giusta è che la zona deve crescere in maniera univoca, non è una singola punta di diamante che rende importante una realtà come Montepulciano, ma un insieme di produttori che puntano tutto sulla qualità.”

Montepulciano e il Vino Nobile sono stati spesso all’avanguardia, basta pensare alla prima DOCG uscita a livello commerciale. A quei tempi i produttori poliziani furono dei pionieri, aprirono la pista a tutti gli altri, e proprio in quel periodo ci fu un’inversione di tendenza che spinse tutti a migliorare la qualità del proprio vino. Un’evoluzione che ha portato il passaggio dalle circa 450mila bottiglie annuali a una produzione di oltre 8 milioni di bottiglie di Vino Nobile, segno evidente del successo commerciale e del buon lavoro svolto.

Contucci 2Gli investimenti, quindi, devono essere fatti in periodi come questi, secondo la Cantina Contucci, soprattutto nel settore dell’innovazione. Ma si tratta di un’innovazione che non deve mai forzare la natura: sono infatti contrari allo stravolgimento dei metodi naturali, sia negli aspetti meccanici che enologici, e non aggiungono additivi ai vini. Sanno che il loro vino non può piacere a tutto il mondo, anche perché non potrebbero rifornirlo, ma chi lo conosce apprezza la naturalezza e l’attenzione al consumatore. La Cantina Contucci non può espandersi più di tanto, i locali sono limitati, ma vogliono comunque migliorare ciò che fanno, e permettere a tutti coloro che apprezzano il loro vino di poterlo bere: “Non vogliamo che ci sia gente che rimane a bocca asciutta con il nostro vino”.

La peculiarità della loro cantina è quella di essere un anno in ritardo rispetto alla commercializzazione che sarebbe consentita dal disciplinare. Questo perché utilizzano solo vitigni storici che risalgono al metodo tradizionale, non usano cabernet e merlot che hanno bisogno di minor affinamento rispetto a sangiovese e prugnolo gentile. Quindi la commercializzazione è in ritardo di un anno rispetto ai due anni previsti dal disciplinare, ma anche questa scelta è gradita dai clienti.

La produzione della Cantina Contucci arriva al massimo a 100mila bottiglie annuali, si tratta di una cantina medio/piccola che non può espandersi più di tanto per via dei locali storici; l’azienda possiede 21 ettari e mezzo di vigneti, di cui circa il 65% è a Vino Nobile, situati nelle zone Salarco, Pietra Rossa, Mulino Vecchio e S.Albino.

La produzione di Vino Nobile si suddivide in quattro tipologie: un classico, una selezione “Mulinvecchio”, una selezione “Pietra Rossa” e una riserva. Poi c’è il Rosso di Montepulciano e un vino bianco chiamato “Bianco della Contessa”. Degno di nota il vino rosso da tavola “Il Sansovino” dedicato al loro antenato Andrea Contucci detto “Il Sansovino”, scultore e architetto. Infine il Vinsanto, piuttosto marginale come produzione, ma testimonianza di una tradizione antica. Una linea di prodotti con cui la Cantina Contucci cerca di soddisfare tutti i suoi clienti affezionati, senza snaturare la propria tradizione e la propria identità.

“Cambiano i gusti, ma non si può cambiare più di tanto la produzione: meglio avere un’identità propria da offrire al mercato, senza snaturarsi troppo.”

(Per visite e informazioni: Via del Teatro 1, Montepulciano (SI) – Mail: info@contucci.it – Tel: +39 0578 757006 – sito web: www.contucci.it)

Alessio Banini
Nato nel 1983, vive a Montepulciano Stazione e non ha nessuna intenzione di andarsene. Scrittore di narrativa e saggistica, appassionato di storie e tradizioni locali, si è laureato a Siena in Antropologia Culturale. L'editoria digitale ha salvato la sua casa dall'affollamento di scaffali e librerie.

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