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Le Fedi Chianine

Il territorio di Montepulciano e della Valdichiana in generale può vantare una lunga tradizione artigiana, di cui le “fedi chianine” sono un ottimo esempio. Pur provenendo dai ceti popolari, sono oggi molto ricercate e potrebbero risultare dei perfetti gioielli da regalare o da acquistare durante una visita tra gli splendidi paesaggi poliziani. Lucia ci racconta la loro storia:

“Tra suocera e nuora non metterci il dito, mettici un anello!”

Accorgersi da un ritratto conservato a Monte San Savino nel Palazzo Comunale che anche un nobile come il Granduca di Toscana Ferdinando III di Lorena portasse una fede chianina al dito indice, è stato sorprendente. Il gioiello dei poveri è stato creato per le fasce più deboli era nato sul finire del 1700 e fino agli inizi del 1900  ad Arezzo da mani di abili artigiani che avevano ben chiara l’oreficeria etrusco-romana.

La fede chianina era una vera nuziale popolare contadina che tutti potevano permettersi e si tramandava da suocera a nuora. Questo anello, a volte anche vistoso, era generalmente a forma di fiore con otto petali ed uno centrale. Poteva avere anche motivi geometrici e riferimenti astrali come al sole rappresentato dalla pietra centrale e alla luna con le otto fasi lunari identificate dalle otto pietruzze incastonate in cerchio. In oro ramato, quindi leggero e di poca consistenza era ottenuto attraverso l’incisione a bulino, il cesello e l’incastonatura di vetri, perle o pietre di scarso valore ma che però offrivano una certa luminosità.

Molti di questi anelli sono andati perduti, spesso gettati via perché considerati poco e legati alla fatica mezzadrile che si voleva dimenticare. Oggi invece sono rivalutati e stimati come le immaginette sacre seppiate serie Eb, considerate i santini dei poveri, perché solo a loro venivano date. Le fedi chianine possiamo ben definirle uno dei simboli della Valdichiana che insieme all’aglione, al cocomero nero che piacque tanto a Mussolini, e ad altri prodotti fanno grande questa terra una volta paludosa e poco salubre, ma oggi fertile e amena.

 

 

Lucia Tremiti

Nasce nel 1969 a Montepulciano dove vive con la famiglia, marito e figlio, ed insegna Rc nella scuola primaria. Si è laureata a Siena in filosofia e a Roma ha conseguito il magistero teologico. Scrive fiabe e favole e raccoglie le antiche novelle della nostra tradizione orale toscana. Ha pubblicato diversi libri per piccoli e grandi lettori. Adora i gatti.

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